Il nostro impegno per l’applicazione della 194

L’Associazione Donne in Rete, essendo fortemente impegnata nella battaglia per la applicazione della legge 194/1978 (purtroppo disattesa a causa dell’altissimo numero di ginecologi e ginecologhe che praticano obiezione di coscienza) ha creato un gruppo di lavoro sulla 194 coordinato da Maria Teresa Santelli.

194

Nella prima riunione della nostra associazione, tenutasi il 16 settembre 2016, siamo partite dalla lettura di uno schema di progetto relativo alla legge 194 che prevedeva una riflessione su due punti nodali della legge: prevenzione (attività da svolgere nei consultori) e rispetto delle donne che decidono di abortire. Il progetto terminava con la proposta, rivolta agli Ospedali, di indire concorsi per ginecologi che, nell’esercizio della propria professione medica, avrebbero dovuto garantire il rispetto della legge 194. Concordammo, poi, che bisognava iniziare con un’indagine sull’attuazione dell’IVG nella nostra provincia invitando due ginecologi non obiettori della nostra provincia per parlare delle condizioni in cui operavano.

Il quadro della situazione risultò desolante poiché emerse che nella Provincia di Foggia l’attuale dotazione organica di medici ginecologi non obiettori, che dovrebbero garantire un servizio continuativo per l’esplicazione del protocollo IVG, risultava, come tuttora risulta, in numero decisamente insufficiente alle necessità: due ginecologi presso gli Ospedali Riuniti di Foggia, uno presso l’ospedale di Manfredonia e uno presso quello di Cerignola. La situazione è resa più grave dal fatto che, vista l’anzianità anagrafica e di servizio dei suddetti ginecologi non obiettori, nel volgere di due anni sarà difficile per il Servizio Sanitario Regionale continuare a garantire l’espletamento del protocollo dell’IVG in quanto gli attuali medici saranno collocati a riposo.

È seguita, quindi, una lettera aperta indirizzata a Michele Emiliano, Presidente della nostra Regione Puglia con delega al Servizio Sanitario Regionale. Nella lettera (che ha trovato una adeguata risonanza nei media locali) chiedevamo “di provvedere, affinché fosse garantito, con regolarità e per tutto l’anno, il servizio di Interruzione Volontaria della Gravidanza in tutte le strutture sanitarie della Provincia di Foggia. […] e di porre in essere tutte le iniziative che la legge consente per potenziare la dotazione di personale non obiettore, in linea con la recente approvazione attuata dalla Giunta Regionale pugliese delle linee guida sulla somministrazione della pillola Ru486″.

Dalla lettera sono nati dei rapporti con la Regione che stiamo portando avanti poiché, tale Istituzione, si è dichiarata d’accordo con la nostra istanza, avendone condiviso i principi.

Nel frattempo siamo intervenute contro un volantino apparso nel reparto di ostetricia degli OORR di Foggia che faceva riferimento ad una “Preghiera per la vita” e abbiamo già ricevuto riscontro positivo dalla Direttrice Sanitaria dell’ospedale. E intanto andiamo avanti per studiare altre modalità per continuare questa battaglia.

In questi giorni (febbraio ’17) stiamo sostenendo l’iniziativa della Regione Lazio che ha assunto due medici non obiettori. Diamo il nostro pieno appoggio al Presidente Zingaretti che dice: “È una sperimentazione, siamo i primi in Italia e penso che sia necessario garantire alle donne un diritto sancito dalla legge. Il bando per le assunzioni è concluso e tra qualche giorno le assunzioni saranno effettuate”. Immediati gli attacchi, come si può immaginare, dalla Cei e, cosa inimmaginabile, anche da Beatrice Lorenzin, ministra dello Stato Italiano che ha promulgato la legge.

Accogliamo con piacere anche la dichiarazione del Consigliere regionale Ernesto Abaterusso, che ha diffuso la seguente nota: “La scelta compiuta dalla regione Lazio di indire un concorso per l’assunzione di due medici non obiettori è un esempio di buona pratica. È tempo di muoversi anche in Puglia”.

Se, però, si tiene presente che negli OORR di Foggia tra breve non si potrà rispettare questo importante diritto delle donne sancito dalla legge 194 (i pochi ginecologi non obiettori andranno a breve in pensione) diventa indispensabile agire per la sua attuazione.

Ribadiamo, dunque, che, come già scritto nella lettera ad Emiliano, vengano poste in essere tutte le iniziative che la legge consente per potenziare la dotazione di personale non obiettore, sia tramite assunzioni di ginecologhe e ginecologi non obiettori sia obbligando i Direttori Generali a favorire la piena applicazione della legge mediante l’individuazione di tutti gli strumenti idonei: personale, spazi idonei e formazione professionale e culturale degli operatori/operatrici.

I nostri obiettivi immediati sono due: continuare a fare pressione nei confronti della Regione Puglia e delle Aziende Sanitarie e tenere costantemente informate sia la stampa che la cittadinanza sul rispetto della legge 194.