25 NOVEMBRE 2018 – GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Bene. Questa giornata è finalmente arrivata e dovrei solo pensare che metterci la faccia in una imponente e più che mai necessaria manifestazione, dovrebbe garantirmi la cosiddetta pace e non solo a me.

Le donne e i diritti conquistati negli anni passati, in questo momento storico, sono messi sotto attacco costante.

Deliggittimazione, sessismo, stereotipi, ritorno a casa a fare figli solo e soltanto a sostegno di un sistema patriarcale mai morto, anzi che continua a sollevare la sua coda di scorpione come un’arma.

Io non ci sto e con me sono certa, tantissime donne e ragazze.

Ci muoviamo con un pullman insieme alla ragazze di NONUNADIMENO, giovani e incavolate, alla volta di Roma.

Già nel percorso è stato bellissimo, per me, potermi confrontare con ragazze e anche ragazzi: erano per la prima volta ad una manifestazione di questo tipo. Certo come studentesse e studenti erano e sono partecipanti ai problemi della scuola e università, ma questa è un’altra cosa. La volontà di esserci con i propri corpi, con una consapevolezza che solo attraverso il femminismo, di cui poco sanno e/o poco hanno letto, può modificare la portata negativa che stanno “sentendo” su se stess*.

Ecco: FEMMINISMO E/O FEMMINISMI

Parola magica? No, solo pratica del vivere quotidiano, muoversi con uno sguardo sul mondo, posizionato in modo diverso, rispetto ad un sistema omologato solo e soltanto da uomini e da donne non consapevoli.

Siamo a Roma e ci muoviamo verso via della repubblica, dove ci incontreremo con ragazze e ragazzi, donne e uomini provenienti da ogni parte d’Italia.

Noi come Donneinrete avevamo i nostri bellissimi cartelloni artigianali.

Cominciamo a camminare cercando di seguire il camion di NONUNADIMENO.

Caldo umido a Roma, a volte nella grande quantità di persone, anche di colore diverso dal bianco, mancava il respiro, ma essere tra tutte quelle ragazze e non solo, mi ha fatto tornare con la mente alla loro età.

Bellissime loro, con un’energia strabiliante. Mi guardo intorno, riempiendomi il cuore e la mente dei visi e dei tantissimi cartelloni, striscioni, bandierine, palloncini colorati, fazzoletti al collo rosa fucsia a simboleggiare il movimento.

Tra tutte questi colori stupendi, mi si avvicina una ragazza che stava osservando il nostro cartellone con il Logo. Mi chiede di dove fosse l’Associazione: le spiego che ci occupiamo, da un punto di vista culturale, di contrasto alla violenza maschile sulle donne, ma anche di lotta agli stereotipi, sessismo, bullismo e cyberbullismo, pubblicità sessista e lotta alle marginalità, anche in virtù del fatto che la nostra Associazione è riconosciuta come Nodo Antidiscriminatorio della Regione Puglia.

Sapeva quasi tutto, ma la mia sorpresa maggiore è stata quando mi risponde che il nostro Saggio/libro “Sguardi Differenti”, da lei trovato in rete, è stato determinante per la sua tesi di laurea in Scienze della Formazione Primaria – Università di Modena.

Cosa posso dire? Mi sono emozionata e commossa nello stesso tempo.

La casualità e le coincidenze, a volte danno la misura che un lavoro volontario svolto bene, da risultati inaspettati.

Un abbraccio di questa ragazza vale molto per me.

Poterle dire che l’apprezzamento ricevuto è per il riconoscimento che le nostre parole hanno attecchito in una giovane mente: attraverso la sua consapevolezza potrà a sua volta farne bagaglio culturale e trasmetterlo nel suo lavoro bellissimo di docente.

Le abbiamo dato anche il nostro “Disamorex”, spiegando cosa fosse e di come fosse importante divulgarlo.

Ci salutiamo , un abbraccio, un bacio e via…. Sommerse di nuovo dalla “Marea della Manifestazione”. Si proprio Marea, mi sento di definirla ed è questa la definizione giusta.

Noi donne siamo tante e nessuno ci fermerà mai nel percorso di resistenza e resilienza attiva e consapevole.

Continuiamo a camminare, con Tersa, Donatella, Antonietta.

Un altro incontro: un’avvocata dello sportello ascolto della Casa Internazionale delle Donne di Roma.

Sappiamo tutte e tutti quanto quel luogo sia stato e sia ancora determinate per molte donne vittime di violenza.

E’ un luogo fondamentale dove si fa, da quarant’anni cultura, ma anche accoglienza per tutte quelle donne che cercano una via di uscita dai maltrattamenti in famiglia, dalla violenza. Credo sia superfluo elencare i numeri: i fatti contano di più di ogni contratto scritto.

Con questa Avvocata semplicemente parliamo, ci confrontiamo nel camminare insieme, perché questo siamo noi donne: riusciamo a farci forza senza convenevoli, senza presentazioni formali. Siamo un insieme e non matematico.

Il momento storico che viviamo è terribile e tutte noi ne siamo pienamente consapevoli.

Andiamo avanti, resistiamo e opponiamoci a questa ondata di oscurantismo reazionario che vuole farci tornare indietro di secoli.

Articolo di Palma Gasperi, Donne in Rete